Tantissimi “segni” caratterizzano l’area naturalistico-archeologica di San Biagio, punto di incrocio di antichissime strade. La via Traiana Calabra, prolungamento della Appia Traiana, conduceva da Lecce ad Otranto e registrava nell’area la presenza di una stazione di posta, la mutatio ad duodecimum, riportata negli Itineraria romani e medievali. L’altro percorso viario, ortogonale al primo, collegava Roca a Nauna e Gallipoli.

Al centro dell’area, una struttura semi ipogea era diventata col tempo una pertinenza della masseria sei-settecentesca di san Biagio. Si trattava di una chiesetta voltata a botte, un insediamento medievale che conservava un affresco con effigiati due santi vescovi, san Biagio e, con molta probabilità, sant’Eligio. Il manufatto, ristrutturato nel Settecento, è diventato poi nel Novecento un ovile, pertinenza della masseria. Negli anni Novanta del secolo scorso, l’insediamento è stato sottoposto a vincolo di tutela dal Ministero dei Beni Culturali (su proposta del Circolo Culturale Ghetonìa), e da allora è iniziata l’attesa del consolidamento e della valorizzazione. Il proprietario, dott. Emanuele Gabrieli Tommasi, ha dato la propria disponibilità ad effettuarne il recupero, anche perché la struttura protettiva provvisoria, realizzata dallo stesso circolo oltre trenta anni or sono, era ormai in stato di degrado avanzato.



Nel vano di accesso al luogo di culto, spazio di purificazione, una iscrizione recita:
INGREDERE LIMINA PURUS MDCCLVIII Superare la soglia puro 1758
Vani di purificazione analoghi (coperti o scoperti) sono spesso presenti nelle chiese paleocristiane. L’anno inciso, 1758, si riferisce alla ristrutturazione che ha comportato il rafforzamento della struttura e la sopraelevazione, con la edificazione di due ambienti per officianti del rito religioso, in un tempo in cui l’area, un antico casale, cominciava pian piano a spopolarsi.




Il 3 di febbraio si celebra nella masseria, da tempo immemorabile, la festa popolare di san Biagio.
In ogni ricorrenza si auspicava il recupero dell’antico luogo di culto e finalmente, nel 2025, sono stati avviati i lavori di consolidamento della struttura.


