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Palazzo Licci (Morelli)

La famiglia Licci è giunta probabilmente a Calimera da Roca nella prima metà del Cinquecento a seguito della diaspora degli ebrei o per effetto della distruzione da parte del Vicerè, Ferrante Loffredo di ciò che restava della città di Roca dopo la presa da parte dei Turchi alla fine del Quattrocento. A Calimera è notevole la presenza dei Licci nel clero locale, di rito greco e latino. Il chierico greco Mario Licci aveva fatto erigere la chiesa della Theotokos, nel 1580. Nel Seicento, un esponente della Famiglia Licci, don Troylo Licci, fu (nel 1621) il primo Arciprete di rito latino mentre nel Settecento il sesto Arciprete di rito latino fu don Marino Licci, teologo. Un altro prete della stessa famiglia, Pietro Licci, molto dotto nelle scienze filosofiche e teologiche. scrisse il Virgilio Sacro, in cui ricalcando l’Eneide descrisse la Passione di Cristo. Nell’Ottocento, alcuni dei Licci sono affiliati alla loggia massonica presente a Calimera e si ritrovano tra i liberali in lotta per l’Unità d’Italia.

La facciata del palazzo Licci (oggi Morelli), del XVI secolo ha un portale bugnato e lo stemma gentilizio con il leccio e la lupa.

Un’epigrafe con testo in latino è incisa sull’architrave della finestra a sinistra del portale, per chi guarda il prospetto.

HOC MODO SOLITO [ITUS QUO ERIS] DOMUS UNDE RESURGAT
[MENS] FRATRUM CONCORS ZOILE CONDIT OPUS

IN QUESTO MODO CONSUETO, DOVE ERA LA CASA PERCHE’ RINASCA,
IN ACCORDO COL PENSIERO DEI FRATELLI ZOILE INIZIA LA COSTRUZIONE

All’interno della costruzione è presente una capiente fossa frumentaria, venuta alla luce durante lavori alla fine del primo decennio del secolo XXI.