La Conca era una residenza estiva (casino) della famiglia di Vito Domenico Palumbo

(arch. G. Palumbo)
A poche decine di metri di distanza, una costruzione più antica, era stata il rifugio (un buen retiro) per uno zio di Vito Domenico Palumbo. Era Leonardo Palumbo, un sacerdote molto attivo negli anni precedenti e seguenti l’Unità d’Italia, quando nel Capitolo di Calimera si fronteggiavano due gruppi di sacerdoti, uno favorevole all’Unità (con Parlati, Guido) ed un altro (nel quale si distingueva il Palumbo) favorevole ai Borbone. All’ingresso della costruzione, il Palumbo inserì la targa con l’iscrizione


FUGGI I RUMORI / VIENI QUI E / TROVERAI RIPOSO / PER L’ANIMA TUA
24 AGOSTO ANNO DEL SIGNORE 1858
LEONARDO PALUMBO

Nell’abitazione, e soprattutto nello spazio circolare antistante (più che un’aia, era un bacino di raccolta dell’acqua piovana, che finiva in un pozzo-cisterna), Vito Domenico Palumbo teneva lezioni durante l’estate.
Inoltre, di tanto in tanto, assieme ad alcuni amici, fra i quali c’era don Chicco Colaci, si dilettava ad effettuare sedute spiritiche.
A testimoniarlo è stato un uomo di fiducia del Palumbo, Castrignanò (scafeddhai), che lavorava in campagna ed era stato spesso spettatore nelle riunioni.
