L’originario altare dedicato a San Nicola era posto nel transetto, tra l’altare Maggiore e quello dedicato a San Brizio (S. Visita di Lucio De Morra del 1608). Sopra l’altare era posto il “magnassetto” (soppalco) con l’antico organo. Successivamente, l’altare di San Nicola ha preso il posto occupato dall’altare dedicato a Sant’Anna, oggi non più presente nella Matrice. Nel nuovo altare fu abbandonato lo stile barocco che lo aveva caratterizzato in precedenza. Nella tela d’altare, il santo Vescovo è circondato da angeli, uno dei quali regge un libro con sopra tre sfere d’oro. Costituivano il dono di San Nicola a tre fanciulle che non disponevano della dote per potersi sposare. Dalla leggenda del dono alle tre fanciulle in età da marito ebbe origine la tradizione di Santa Klaus e poi di Babbo Natale che porta i regali. Ma non nella Grecìa Salentina dove, fin oltre la metà del Novecento, il Natale è stata festa solo religiosa e gli eventuali, semplici doni per i bambini erano portati dalla Befana il 6 gennaio, per l’Epifanìa.




