• Luoghi di Culto

Cappella della Madonna delle Serre

Lungo le strade romane e medievali, laddove la Roca-Nauna incrociava un’altra strada che proveniva dalla cappella di Santa Lucia, poco fuori Lizzanello, passando per la Madonna del Mantovano (de lu Ventuanu) e proseguiva per il monastero di S. Maria della Consolazione a Martano, c’era una piccola edicola votiva posta all’incrocio, quasi un segnale stradale, punto di riferimento per i viaggiatori.

L’edicola, un monoblocco in pietra leccese, alta circa due metri, consentiva, in caso di necessità, di ripararsi dalla pioggia. All’interno conservava l’effigie della Madonna col Bambino, ma l’esposizione continua a pioggia e vento ha determinato la scomparsa dell’affresco.

Il manufatto, ritenuto una “pila” (diventato poi il toponimo della campagna retrostante), asportato con superficialità, è stato recuperato ed è ospitato presso la Casa-museo della Civiltà Contadina e della Cultura Grika, in attesa di ritornare in situ. Per aiutare i viaggiatori a salire e scendere da cavallo o dal carro, attorno all’edicola c’erano i gonfi, o gronfi, nei muretti a secco o preesistenti ad essi.

Continuando nel percorso, dopo circa duecento metri, alla base di un rilievo collinare, la strada si sdoppia. Una stradina, con notevole pendenza, continua dritta. Un tempo sentiero pedonale e mulattiera, nel periodo invernale diventava il letto di un torrente stagionale che scendeva dalle serre, proseguiva per l’area di San Biagio, toccava il casale di Pasulo e sfociava nei laghi Alimini.

Amato Amati, Dizionario corografico dell’Italia, volume II (C-CI), Vallardi, Milano, 1867, p. 144:
CALIMERA – Comune del Napoletano, provincia di Terra d’Otranto, circondario di Lecce, mandamento di Martano… … Il capoluogo trovasi sulla sinistra di un fiumicello omonimo. Dista 12 chilometri a scirocco da Lecce, e circa 18 a maestro da Otranto, alle quali città si giunge seguendo una magnifica strada antica, che è una continuazione della via Appia.…
CALIMERA – Fiumicello del Napoletano, nella provincia di Terra d’Otranto. Esso bagna il comune da cui prende il nome, poi si versa nella palude di Limana.6+

Gustavo Strafforello, Geografia dell’Italia, province di Bari, Foggia, Lecce, Potenza, Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1899, p.236:
CALIMERA (3530 abitanti) – All’altezza di 56 metri sul livello del mare ed a 5 chilometri da Vernole,, sulla sinistra del fiumicello omonimo e in una bella strada antica, continuazione della famosa via Appia che va da Lecce ad Otranto.

I due autori possono essere molto o poco attendibili, ma non si può dire che non esista alcun riferimento ad un “fiume”, un probabile torrente stagionale che nasceva dalle serre, attraversava il territorio di Calimera e sfociava negli Alimini.

Un’altra strada, denominata via Acona (dal greco “Icona”) nel foglio catastale del 1937, descrive con pendenza più dolce della prima, un’ampia ansa, si raccorda poi al precedente percorso e continua verso Nauna. Nella biforcazione, una piccola chiesa, (Cuneddha) presente da secoli, è ridotta ormai a rudere, ma ancora fino agli anni Sessanta del secolo scorso era meta di brevi pellegrinaggi.

L’attenzione sul sito si è sviluppata a partire dal 2006 ed il Comune di Calimera ha avviato la pulizia dell’area antistante l’antico luogo di culto. E’ stata poi realizzata, con l’aiuto del dr. Michele Rielli, una recinzione a basso impatto ambientale e, successivamente, una tettoia per proteggere le tracce che restano dell’affresco.

Nella parete a sud è presente una nicchia che ha come architrave un concio riutilizzato nel quale sono incise, con buona tecnica, le lettere HOC, in latino “questo” ma anche, in lettere maiuscole del greco bizantino ηος, il che farebbe risalire l’iscrizione al periodo altomedievale. Per adesso, però, si tratta solo di una ipotesi.

Vincenzo Peluso e poi Marcello Abramo Lefons, ipotizzavano la presenza, nell’affresco, delle immagini dei santi Sergio e Bacco. Il dr. Giovanni Giangreco, storico dell’arte funzionario della Soprintendenza ai Beni Culturali, ritiene che l’immagine in basso, alla destra della Vergine possa essere quella di Santa Cecilia, per la figura che pare sfiorare con le dita uno strumento musicale.

Nell’area sono stati recuperati frammenti di intonaco che, assieme a tracce di dipinti sulle pareti, fanno ritenere che il manufatto, voltato a botte, fosse interamente affrescato. Sono stati inoltre recuperati una coppa in rame, probabile lampada votiva ad olio, ed una campanella in bronzo che fa pensare ad un ex voto o al suo uso nel bastone di pellegrini.

I percorsi viari antichi, i gonfi, l’edicola votiva, la chiesa medievale sono tasselli, come aie, pagghiare, con cui si arricchisce un percorso ciclabile, allestito per conoscere il territorio.