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Cappella della Theotokos o della Madonna di Leuca

Nel 1580 il chierico Mario Licci finanziava la costruzione di una chiesetta a Calimera, in un punto particolare detto la « Croce de fuore »; era una biforcazione al limite del centro abitato, dove la strada proveniente dalla chiesa matrice (detto Vico della Concezzione) si biforcava. A sinistra, superato il bosco, passava vicino Martano, Carpignano, S. Marina di Stigliano e giungeva ad Otranto. La seconda direzione si sviluppava lungo via Leuca e si innestava nella via per Leuca che passava da Apigliano. Entrambi erano percorsi molto frequentati da cavalieri, pellegrini e viaggiatori.

La chiesa, dedica alla Theotokos (Madre di Dio) ed in latino alla Madonna di Leuca, era stata dotata nel 1597, dal committente ormai in punto di morte, di un beneficio da utilizzare per celebrare messe in suffragio della sua anima. Egli aveva diviso il lascito in due parti uguali, affidate alle cure degli eredi Don Troylo Licci (di rito latino) e Don Ottaviano Licei (di rito greco), come documentato nella Bolla del 16 marzo 1597 dell’Abate A. Coluccia, Vicario generale otrantino. I due riti avevano quindi la stessa dignità nella medesima area (la Grecìa Salentina), nello stesso paese (Calimera) e nella stessa famiglia (Licci).

Era la fine del XVI secolo e nel Salento lo scisma tra i Cristiani appariva lontano.

La chiesa, ormai abbandonata, è stata demolita nel 1947 per … allargare la strada! L’architrave con il testo in greco bizantino, custodito nella biblioteca comunale, è stato riportato in situ con la realizzazione di una installazione (arch. Toto Tommasi) che offrisse una idea della chiesa, degli avvenimenti intercorsi e documentasse la grecità di Calimera e la coesistenza dei riti.

LA PRESENTE CAPPELLA DELLA THEOTOKOS È STATA COSTRUITA GRAZIE ALLE SPESE ED ALLA ABILITÀ (in senso figurato, “nobiltà d’animo”) DI MARIO GALIENO (Mario figlio di Galieno, o Mario Galieno)
NELL’ANNO 7089 (1580/81) 1580 MARIO OVVERO LICCI

Nella installazione è stata inserita una bella icona in stile bizantino realizzata da Kostas Konstantatos, greco e cittadino onorario di Calimera. Nella nuova pavimentazione dell’area è stato inserito il fiore della vita, vista la funzione di incrocio degli antichi cammini per Otranto e S. M. de Finibus Terræ.