Nel Settecento era viva la funzione svolta dal Sedile, luogo utilizzato per le adunanze pubbliche e non solo. Era in uso anche a Calimera una tipologia di vendita particolare con il metodo della “candela vergine”. Il banditore girava per il paese ed annunziava a voce alta la vendita di beni di rilievo, come una masseria. All’orario convenuto, si accendeva una candela fissata sul muro del Sedile. Chiunque avesse avuto interesse, sarebbe dovuto andare sotto la candela accesa per avanzare a voce alta la sua offerta di acquisto. Le offerte potevano essere effettuate fino al momento dello spegnimento per consumazione della candela. Allora veniva proclamato il nome dell’acquirente ed eseguita la vendita. Con tale sistema fu venduta a Calimera la masseria Conca.
Nella seconda metà dell’Ottocento, il Sedile lasciò il posto al primo municipio post unitario, in uno stabile edificato dopo l’ultimo allargamento di via Montinari. Ma quella sede si mostrò inadeguata al numero degli abitanti e si progettò il nuovo Municipio che comportò l’abbattimento di un notevole numero di abitazioni che davano su Vico Stretto, del quale restò il tratto finale che prese il nome da una delle corti presenti nel vico, la corte Ospizio.

Alla fine dell’Ottocento fu completato il nuovo municipio che a pian terreno ospitava sette botteghe artigianali e al primo piano gli uffici amministrativi.
Nel 1906 il Municipio fu teatro di eventi luttuosi (che ebbero risonanza nazionale) in occasione dello sciopero dei braccianti che lottavano per migliorare le loro condizioni disumane di lavoro.

Nel Novecento il Palazzo Comunale fu ampliato e gli ambienti a piano terra che avevano ospitato le attività artigianali (Bar, Sali e tabacchi, macelleria) furono adibiti a Circolo dei signori, Centralino telefonico, poi a Galleria d’arte Ellenica, Uffici Comunali (Anagrafe, Ambiente, URP, Servizi Sociali), Centro Anziani, Farmacia Comunale.
