

AL
1866
UNA L’I-
TALIA
Una iscrizione nel concio di chiave sull’arco di ingresso di una avleddha (piccolo cortile) in via Costantini 19, è forse collegabile ad un racconto fatto dal sig. Carmine Tamborino nel 2004.
Riferiva il Tamborino che, durante i lavori di ristrutturazione della propria abitazione (al civico 25-27), in una cantina che si estendeva sotto il piano stradale fu rinvenuto un grande tavolo in pietra con intorno dei sedili, sempre in pietra. Il tutto fu fatto a pezzi durante i lavori per essere utilizzato come materiale di riempimento.
In una leggenda si narrava di un brigante, il brigante Beniamino, che con i suoi si riuniva nella cantina in gran segreto.
Forse però la vicinanza della iscrizione e la presenza nella cantina di sedie e tavolo in pietra rendono plausibile l’ipotesi che si trattasse di qualche setta o società segreta legata alle lotte risorgimentali.
A Calimera, nell’Ottocento erano attivi i massoni, oltre che i liberali e i carbonari. Nel periodo risorgimentale operava a Calimera una società segreta, Il Globo Europeo.
Tra gli attivisti c’erano Vito Fazzi, Agapito Castrignanò, Saverio Licci ed altri
