Una nicchia è ciò che resta di un pozzo, già attivo prima che fosse edificata la costruzione che oggi lo ingloba.



Nella prima metà del Novecento forniva l’acqua necessaria alla chiesa ed al vicinato (ghetonìa). In occasione della festa di S. Pantaleo a Martignano, i pellegrini che vi si recavano a piedi da Vernole e Melendugno, nel transitare da Calimera potevano sostare presso il pozzo per abbeverarsi e rinfrescarsi. Con l’arrivo dell’Acquedotto Pugliese, il pozzo cessò di svolgere la sua funzione, venne colmato e trasformato in una nicchia

La casa di fianco al pozzo ospitava un forno per il pane, cibo che, nel periodo fascista, veniva assegnato con le tessere annonarie. Alcune madri di famiglie molto povere non avevano pane a sufficienza per sfamare i numerosi figli e chiedevano alla fornaia una forma di pane, non potendo acquistarla al mercato nero. Ma per la fornaia era un reato fornire, anche gratuitamente, il pane senza la tessera e si ricorse ad un artificio. Ogni giorno, sfornato il pane, la fornaia ne posava qualche forma nella nicchia, nascosta con della paglia. Poco dopo, le madri di famiglia bisognose lo avrebbero prelevato in tutta fretta. La nicchia, murata a metà del secolo scorso, è stata riaperta nel 2015 su interessamento del Circolo Ghetonìa, grazie alla disponibilità del proprietario, ing. Pantaleo Tommasi, l’autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed all’intervento del Comune. Proprio la famiglia dell’ing. Tommasi aveva gestito a sua volta un panificio ed aveva aiutato famiglie in difficoltà durante il fascismo, al tempo delle “tessere annonarie”. Spesso la solidarietà della comunità consentiva la sopravvivenza!
