In via Giovanni XXIII, sul percorso antico che, passando poi per il Bosco di Calimera, conduceva a Carpignano ed Otranto, sono presenti svariati frantoi ipogei, ma uno solo di essi è ad oggi conservato e visibile anche se con qualche difficoltà di accesso. Ciò è stato possibile grazie alla “testardaggine” del proprietario, il Sig. Antonio Rescio, che negli anni ’60 del secolo scorso provvide a proprie spese ad un elementare ma efficace consolidamento statico della struttura. Il sig. Rescio, che ha curato per tanti decenni con amore il frantoio, era disponibile a renderne pubblica la fruizione, ma l’eliminazione di barriere architettoniche, la messa in sicurezza, la pulizia e il consolidamento, il progetto di valorizzazione e la relativa realizzazione non possono essere lasciati alla buona volontà di un privato e soprattutto alle sue limitate risorse economiche. Per questi motivi, il frantoio dorme ancora, sottoterra.

Un antico torchio:


Il frantoio Rescio è stato censito dalla Regione Puglia nel 2013


