Negli anni Trenta del secolo scorso un macellaio di Calimera, D’Amico, si occupava anche di conciatura delle pelli (arte del “pelacane”) e fece scavare da Brizio Antonio Raggi, presso la macelleria in via Vittorio Veneto, un sistema ipogeo particolare per ottenere l’umidità e la ventilazione necessarie alla conciatura. Il materiale di scavo fu sparso sul Largo Opera, come fondo per il campo di calcio in costruzione.

L’utilizzazione dell’ipogeo fu molteplice. E’ stato soprattutto un nascondiglio per generi alimentari (in particolare carne) da occultare al dazio e poi rivendere, ma anche un nascondiglio durante il periodo bellico, per gente che per un poco di tempo doveva “sparire dalla circolazione”. Successivamente poco utilizzato, oggi l’ipogeo, a causa di lavori di realizzazione di impianti, è stato in parte colmato ed è percorribile solo per un brevissimo tratto.




