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Edicola di Santa Lucia

Poste in genere in corrispondenza di incroci stradali, le edicole votive erano piccoli luoghi di sosta e di riparo, rudimentali segnali stradali nella definizione di percorsi, riferimenti di tipo magico sacrale, eredi dei culti di divinità come Diana (Demetra), poi assorbiti dal Critianesimo e dedicati alla Madonna (spesso la Madonna dell’Odigitria, “del buon Cammino”) o a santi (San Biagio, Santa Lucia, San Nicola, ecc.).

Talvolta le edicole rivelano la preesistenza di strade, in siti di incroci ormai inesistenti.
E’ il caso della edicola lungo la strada campestre che, nell’area di San Biagio, porta alla masseria Li Castrisani. A fianco all’edicola partiva una strada perpendicolare alla prima ed aveva il tracciato scandito dalla presenza di massi isolati lungo il percorso.

Dalla parte opposta, la strada continuava e si arricchiva di vasche di accumulo di acqua piovana, era affiancata da tombe, fosse frumentarie, tutti segni che ne evidenziavano l’importanza.

Nel tempo, al manufatto sono stati addossati muri, coperti dal tetto e l’edicola è stata trasformata in chiesetta. Il tetto e i muri sono poi crollati ed è rimasta in piedi l’edicola originaria.

Ciò che ne resta è ormai poca cosa e degli antichi affreschi che decoravano l’edicola sono visibili frammenti quasi illeggibili. Un particolare rivela la buona qualità del dipinto. Si possono notare il volto di una santa con i capelli raccolti in trecce sulla testa, l’aureola, la palma del martirio e, in particolare, un occhio di notevole fattura. Dovrebbe trattarsi dell’effigie di Santa Lucia, perché un tempo era visibile, nella mano della santa, un piatto con gli occhi, attributo della santa di Siracusa.
I sostegni in legno, inseriti negli anni Novanta del secolo passato, devono lasciare il posto ad un intervento di consolidamento, prima che si verifichi il crollo finale di ciò che resta del monumento.