La Madonna di Roca è molto venerata nei paesi dell’entroterra più vicini a Roca, un tempo splendida città sulle rive dell’Adriatico. Da questi paesi (Vernole, Calimera, Melendugno e Borgagne) si effettuano annualmente i pellegrinaggi con i quali i fedeli raggiungono a piedi il Santuario di Roca, sul mare. Lo fanno a turno a cominciare dall’ultimo sabato di aprile con partenza da Vernole e, nei sabati successivi, da Calimera, Melendugno e Borgagne. Il pellegrinaggio è, simbolicamente, il “ritorno a casa” degli abitanti di Roca allontanati dalle loro abitazioni dal Viceré di Napoli, Ferrante Loffredo, a metà del Cinquecento, quando rase al suolo ciò che restava di Roca, dopo la presa della città da parte dei turchi per predisporre l’assedio di Otranto del 1480 e, successivamente, occupata da ladri e pirati che vi cercavano rifugio.
La Cappella di Calimera dedicata alla Madonna di Roca è stata edificata nel 1917 in memoria di Brizio Contaldi, un soldato calimerese morto in guerra nell’anno precedente. Una foto con il ritratto del giovane soldato caduto nel primo conflitto mondiale è affissa in una delle pareti laterali.





Nella tela dell’altare, realizzata dal grande artista della cartapesta leccese Giuseppe Manzo (1849-1942), viene avanti in altorilievo l’effigie in cartapesta della Madonna di Roca con il Bambino. Sette teste di angelo, sempre in cartapesta, fanno da corona alla Vergine.
