• Luoghi di Culto

Chiesa dell’Immacolata

La chiesa dell’Immacolata fu edificata all’inizio del XVII secolo al limite del centro abitato, là dove la strada proveniente dalla chiesa Matrice (via de li Maeri, popolarmente detto Vico della Concezzione) si allargava e diventava un incrocio a forma di Y (la “croce de fuore”) da cui si diramavano due strade. Una strada, a destra, si inerpicava sul vicino rilievo collinare per innestarsi sulla dorsale salentina, la “via de lo carro” che terminava a Santa Maria di Leuca. L’altra strada, passando per la proprietà dei Castrioti, si inoltrava nel grande bosco di lecci e, proseguendo per Carpignano e S. Marina di Stigliano, giungeva ad Otranto. Erano dei percorsi utilizzati per secoli da Cavalieri e pellegrini diretti in Oriente ed in particolare nella Terrasanta. All’inizio della via per Leuca era sorta, alla fine del Cinquecento, la chiesa greca della Theotokos, la Madre di Dio, denominata dai latini Madonna di Leuca, titolo dato spesso a chiesette poste lungo gli itinerari che conducevano a Leuca, S. Maria de Finibus Terræ.

Pochi decenni dopo fu edificata, a trenta metri di distanza dalla chiesa greca, la chiesa latina della SS Vergine Immacolata che ospitò al suo interno la Confraternita dello stesso nome. Il luogo di culto fu gravemente danneggiato dal terremoto che colpì il Salento nel 1743 e per il quale morirono a Nardò centocinquanta persone. La chiesa venne ricostruita dai confratelli in soli due anni.

D. O. M.
SACELLVM HOC TERRE-
MOTV DISIECTVM, NOVITER
RESTITVTVM TIBI PVLCHRI-
TVDINIS CORONA, GENERE RE-
GINA, REGIIS VBIQ
(ue) CVRATA
PR
(A)EROGATIVIS NOS FRATRES
SVB TVVM PRESIDIVM
D
(onamus) D(amus) D(edicamus) 1745

A DIO OTTIMO MASSIMO QUESTO TEMPIO DISTRUTTO DAL TERREMOTO, RECENTEMENTE RICOSTRUITO PER TE COME ORNAMENTO DI BELLEZZA, REGINA DALLA NASCITA, PRESERVATA DALLA COLPA ORIGINALE, NOI FRATELLI SOTTO LA TUA PROTEZIONE DONIAMO DIAMO DEDICHIAMO 1745

Nella tela dell’Altare sono effigiati in alto la SS Vergine Immacolata ed in basso, da sinistra a destra: San Brizio Vescovo, Primo Protettore, San Pietro, Sant’Antonio da Padova, San Paolo e Sant’Oronzo Vescovo, Secondo Protettore.

La chiesa era dotata di stalli di legno disposti lungo i lati dell’unica navata, dove si sedevano i fratelli. Gli stalli sono stati demoliti negli anni Sessanta del secolo scorso, quando fu ristrutturato l’edificio di culto. Fu spostato il campanile a vela poi dotato di nuove campane del 1986 fuse dalle Fonderie Capanni di Castelnovo Monti R.E. Fu sostituto il pavimento settecentesco in maiolica napoletana con anonime piastrelle e furono ricoperti con nuovi dipinti gli affreschi seicenteschi nella volta a botte attribuiti al pittore olandese Lecher.

Dell’antico pavimento in maiolica napoletana del Settecento restano alcune piastrelle all’interno delle due nicchie nella navata della chiesa.