La tela della Madonna della Misericordia, considerata molto bella nella S. Visita di Mons De Morra (1608-10), ha avuto un notevole restauro commissionato da Alessandro Iacovizzi nel Settecento. L’ultimo intervento di pulizia è stato effettuato dal restauratore Emanuele Villani nel 2013. La tela è stata attribuita dallo storico dell’arte Giovanni Giangreco a Giuseppe A. Manfredi (1659-1754), monaco pittore di Scorrano; per altri è stata dipinta da Gian D. Catalano tra 1604 e 1628.

Oltre che essere bella, la tela è ricca di elementi significativi:
- Nel Vangelo si legge che la Madonna era giovanissima, come la Madonna nella tela.
- Lo stile pittorico è latino, ma il manto che avvolge la Vergine è di stile bizantino
- La Madonna è in fase avanzata di gravidanza. Tale rappresentazione della Vergine è stata molto contrastata dopo il Concilio di Trento. Ma, già nel XIV sec., dopo lo scioglimento dell’Ordine dei Templari, i Cavalieri scelsero l’immagine della Madonna incinta al settimo mese (Madonna della Libera) per significare sia la speranza di rinascita dell’Ordine, che la custodia del Tempio.
- Nella tela c’è una rigida divisione delle figure; a destra della Vergine uomini, a sinistra donne.
- Il messaggio che viene inviato al popolo attraverso la tela è di ottimismo; vediamo in primo piano lo storpio, poi il Papa, nascosto e poco visibile il re. E’ ribaltata la consueta gerarchia di valori
- Tra le donne, la nobile in primo piano indossa un ricco vestito che ha una anomalia nelle maniche, che sono differenti tra loro. Ma l’anomalia è voluta, perché è una caratteristica del costume popolare della “donna di Calimera”, rappresentata negli acquerelli napoletani del Settecento con un braccio libero di lavorare e l’altro con addobbo “di rappresentanza”.
- La Vergine è incinta, madre di Gesù, ma nel dipinto si vede Cristo che la incorona dal cielo, perciò è anche figlia (Dante la invoca nella Divina Commedia come “Vergine madre, figlia del tuo figlio”)
Un cartiglio, inciso nel 1890 in occasione del rifacimento dell’altare, ricorda il benefattore:


A DIO OTTIMO MASSIMO
ALLA MADRE DI DIO, MADRE DI MISERICORDIE, A SUE SPESE DEDICA GIOVANNI ANTONIO MAYRO, DOTTORE IN ENTRAMBE LE LEGGI 1890
