All’inizio del Cinquecento (S. Visita di Mons. Fabrizio De Capua, del 16 ottobre 1522), nella chiesa Matrice, dedicata a San Brizio, l’Eucarestia era allestita alla maniera dei Greci (More grecorum) ed erano presenti tre altari (S.Visita di Mons. Pietro A. De Capua, del 30 gennaio 1540). L’altare Maggiore era dedicato al SS. Sacramento e sulla sua “piramide” fu posta poi la statua della Beat.ma Vergine dell’Assunzione ed ai lati le statue in pietra leccese di S. Pietro e S. Paolo (S. Visita di Mons. Nicola Caracciolo, del 10 giugno 1755). Fu visitato il Coro con i sedili tanto superiori (per i Sacerdoti), quanto inferiori (per i Chierici), e il leggio con i libri per il Canto.

Nella foto, scattata negli anni precedenti il Concilio Vaticano II, si notano alcuni particolari.
- Dietro l’Altare Maggiore era ancora visibile la loggia in muratura sorretta da un arco. Aveva ospitato i sedili del Coro per i sacerdoti, mentre i chierici avevano i loro sedili dietro e di fianco all’Altare.
- Due ringhiere in ferro scandiscono gli spazi che ospitavano i fedeli all’interno della Chiesa. La prima delimita lo spazio dell’Altare Maggiore, riservato ai celebranti, la seconda separa lo spazio della navata (un tempo riservata alle donne) da quello del transetto (spazio riservato agli uomini)

Nel Novecento, l’aumento del numero degli abitanti aveva reso insufficiente lo spazio per i fedeli, per cui l’altare Maggiore fu smontato e rimontato alcuni metri indietro, anche per inserire la nuova mensa dell’altare che consentisse all’officiante di non volgere più le spalle ai fedeli, in applicazione dei nuovi indirizzi del Concilio Vaticano II. Le statue di S. Pietro e di S. Paolo lasciarono il posto a due anonimi angeli, per poi ritornare alcuni decenni dopo al loro posto. Fu demolito il soppalco in muratura che aveva ospitato il coro. Fu anche eliminato il pulpito in legno e fu allargato il vano di comunicazione con l’ex sagrestia, diventata spazio disponibile per i fedeli.




Gli ultimi interventi hanno riguardato la realizzazione del nuovo organo a canne ed il rifacimento, a cura dello scultore Alfredo Calabrese, della edicola per ospitare la statua di San Brizio. Il nuovo fonte battesimale, molto più piccolo dell’antico fonte, ed un leggio, entrambi in pietra leccese, sono stati realizzati ai lati della mensa d’altare.
