Lo stabile, poi abitazione dell’ellenista Brizio De Sanctis, è il risultato di un accorpamento di più unità abitative ed ha un giardino retrostante ampio, con un viale ed un colonnato in pietra leccese.
Nel cortile interno, due iscrizioni negli architravi invitano a condurre bene la propria vita.


HABITANS MEMORA SI VIS BENE DUCERE VITAM
[C]UM’ INFERNUS MORS, PARADISUS ADEST 1718
TU CHE ABITI [QUI] RICORDA SE VUOI VIVERE BENE [DAL MOMENTO CHE SU DI TE] INCOMBE L’INFERNO, LA MORTE, IL PARADISO 1718


DISCE PATI PUER UT PLUS NE PATIARIS ADULTE
COLLA SUETA IUGO, PONDERA NULLA GRAVANT
IMPARA A SOFFRIRE DA RAGAZZO PER NON SOFFRIRE PIU’ DA ADULTO NESSUN PESO OPPRIME LE SPALLE ABITUATE AL GIOGO
Le due epigrafi presenti nel cortile sono di incitamento a saper sopportare da giovane per non dover soffrire da adulto ed a condurre bene la propria vita perché alla fine spetta il premio o il castigo.
