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Palazzo Mayro

La famiglia Mayro è attestata a Calimera già nel XV secolo e, a metà del XVI secolo, giunge ancora a Calimera da Roca una famiglia Mayro a seguito dello spopolamento attivato dal Viceré Ferrante Loffredo. L’imponente palazzo nella via omonima è della fine del Cinquecento.
Sull’architrave di una porta nel cortile interno è leggibile un’iscrizione, anche se quasi coperta del tutto da calcina.

FESTINA TAI 1600
AFFRETTATI (LENTAMENTE) 1600

Tai è forse riconducibile alla lingua greco antica o a quella ebraica, poiché la famiglia Mayro aveva tale origine.
Una iscrizione analoga, nella quale tai è trascritto alla latina con lente è presente in una sala riccamente decorata in Castel Sant’Angelo, a Roma. Il testo conferma il significato attribuito a tai, cioè “lentamente”.
L’espressione “Festina lente”, attribuita dallo storico latino Svetonio all’imperatore Augusto, nella citazione originale era scritta in greco antico. E’ diventato poi, nel Cinquecento, il motto di Cosimo dei Medici

Al primo piano della costruzione era stata realizzata una fabbrica di tabacco, opificio in cui si preparavano i semilavorati del tabacco, da inviare poi alla Manifattura per fare sigari e sigarette.
Nel mese di ottobre era ormai esaurita la preparazione del tabacco e quell’ampio ambiente, era utilizzato come scuola per i non alfabetizzati. Nella fabbrica fu ospitato, nell’ottobre del 1975, Pier Paolo Pasolini per un incontro con gli ellenofoni calimeresi.
E’ stata l’ultima uscita pubblica del grande intellettuale friulano prima che egli tornasse a Roma dove fu assassinato, nella notte tra 1 e 2 novembre del 1975.

In prossimità di una finestra, nel cortile interno di palazzo Mayro, è ormai illeggibile un’iscrizione, fotografata prima che scomparisse.

Il testo originale è libertà va cercando ch’è si’ cara, come sa chi per lei vita rifiuta (parole di Virgilio a Catone l’Udicense, nel I Canto del Purgatorio, v. 71)