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Stele Attica

Un giovane avvocato di Calimera, Giannino Aprile, da poco eletto Sindaco, scrisse nel 1956 una accorata lettera al Sindaco di Atene nella quale spiegava che un’area di lingua e cultura greca esiste ancora nel Salento e chiedeva al Sindaco della capitale ellenica, come segno tangibile di fratellanza, un sassolino dell’Acropoli. La lettera, diffusa dai media in Grecia, colpì il popolo greco ed i suoi rappresentanti. Il Sindaco di Atene coinvolse il Governo, che decise di destinare a Calimera non un “sassolino” dell’Acropoli, ma una Stele attica del IV secolo A.C. proveniente da Marussi, alla periferia di Atene, ed ospitata presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.

La stele ha la dedica a ΠΑΤΡΟΚΛΕΑ ΠΡΟΚΛΕΙΔΟΥ ΑΘΜΟΝΕΟ
Patroclia di Proclide da Atmon

Nel Museo di Atene ci sono esposti altri sette manufatti dello stesso periodo e dello stesso stile.

Caratteristiche analoghe si ritrovano anche in alcuni monumenti funerari esposti a Taranto nel MArTA.

Il frammento migliore tra di essi è la stele “a palmetta” ritrovata nel 1923 a Taranto, in v. Cavallotti

ΙΣΤΙΗΙΟΣ ΙΣΤΩΝΟΣ ΣΑΤΤΩΝ
Histieios Satton figlio di Histon

Nessuna stele però ha lo stesso valore simbolico di quella accolta fraternamente nel 1960 nei giardini pubblici di Calimera.  Dalla edicola che la protegge, la stele rimanda a tutti gli ospiti del centro ellenofono il messaggio che ha ricevuto giungendo a Calimera:

Grazie alla presenza della stele, si materializza a Calimera il punto di incontro tra la Grecìa Salentina e la Madrepatria Greca, come testimoniano le visite di due illustri Ospiti, i Presidenti della Repubblica Ellenica Kostis Stephanopoulos (2001) e Caterina Sakellaropoulou (2022).