La lingua e la letteratura, la cultura, le tradizioni di origine greca hanno improntato personalità ed attività degli Ellenisti di Calimera che a partire dal XIX secolo hanno restituito dignità ai segni di grecità ancora esistenti nel patrimonio materiale e immateriale della Grecìa Salentina e di Calimera in particolare. Qui indichiamo coloro ai quali è stato dedicato un monumento, a partire dal personaggio che è considerato universalmente l’esponente più significativo tra gli studiosi, letterati e poeti che si sono dedicati all’opera di recupero, valorizzazione e riproposizione di lingua e cultura grika, cioè Vito Domenico Palumbo e proseguendo poi con coloro che hanno mantenuto accesa la fiamma della Nuova Ellade. Ad altri non è stato eretto un monumento, ma essi non sono meno importanti, sia che siano noti e sia che siano perfetti sconosciuti. Sono coloro che hanno traghettato lingua, letteratura, usanze fino a noi, in tempi in cui essere griko equivaleva ad essere quasi un reietto in una società che aprendosi al mondo rischiava di perdere la propria identità.

Vito Domenico Palumbo (1854-1918)
Giardini pubblici
Dalla personalità poliedrica e dallo spirito irrequieto, Vito Domenico Palumbo raccolse dalla voce del popolo nei paesi ellenofoni del Salento e riportò su carta fiabe, poesie, racconti, ninne-nanne, proverbi in griko e in dialetto leccese, che la gente cu ddoi lingue conosceva e trasmetteva da secoli oralmente. V. D. Palumbo portò avanti per circa quattro decenni un lavoro sul campo simile a quello svolto in Germania dai Fratelli Grimm, con lo stesso obiettivo di conoscenza e valorizzazione di lingua e cultura di origine popolare. Fu Autore di numerose e bellissime poesie, tra cui una Mattinata, nota col nome di Kalinnitta. Fece conoscere in Italia, in Grecia ed in Europa (oltre che ad Alessandria d’Egitto) l’area ellenofona del Salento. Per vari anni, a cavallo tra Ottocento e Novecento, portò all’Istituto Filologico Ellenico di Costantinopoli i quaderni manoscritti che man mano compilava, per partecipare con le sue ricerche ad un concorso annuale sulla diffusione della lingua greca nel mondo. Per due anni fu vincitore del concorso e ricevette un Diploma di Merito da Re Giorgio I di Grecia. I manoscritti portati a Costantinopoli sono stati ritrovati presso l’Accademia di Atene, studiati, trascritti, e tradotti in griko, neogreco ed italiano da Luigi Tommasi e Jannis Sidirokastritis e quindi pubblicati in tre volumi dal Circolo Culturale Arci Ghetonìa ai sensi della L482/99, in collaborazione con la Unione dei Comuni della Grecìa Salentina.

Giuseppe Gabrieli (1872-1942)
Giardini pubblici
Già al tempo in cui frequentava il Liceo, decise di dedicarsi allo studio di lingue e culture orientali ed anche dell’ ”Oriente d’Italia”, la Grecìa Salentina. Orientalista di grande fama, fu Bibliotecario dell’Accademia dei Lincei ma continuò per tutta la vita ad occuparsi anche di lingua e cultura grika. Pubblicò 250 opere raggruppate in sei sezioni: Orientalia, Bibliografia, Puglia e Grecìa Salentina, Memorie Lincee, Educazione e varie

Brizio De Sanctis (1863-1951)
Giardini pubblici
Laureato in Lettere e Filosofia, fu preside dell’Istituto Tecnico Pareggiato di Lecce che riuscì a dotare di gabinetti scientifici importanti. Si occupò di lingua e tradizioni grike. Scrisse L’Ave Britii, un testo su San Brizio attraverso l’analisi e il commento, rigo per rigo, dell’Inno dedicato al santo protettore di Calimera. Ad accompagnarlo nella ricerca storica su San Brizio sono stati soprattutto gli scritti di San Gregorio Magno e di Settimio Severo

Giannino Aprile(1918-1968)
Giardini pubblici
Si occupò di lingua e cultura grika e fu sindaco di Calimera dal 1956 al 1960. Realizzò, assieme ai calimeresi, la “villa”, che ospita la Stele Attica, donata su sua sollecitazione dalla Grecia nel 1959 e diventata, nel tempo, la più valida testimonianza della ripresa dei rapporti culturali tra la Grecìa Salentina e la Madrepatria greca.
Si occupò di ricerche sulla letteratura grika e pubblicò a Taranto un volumetto (Traùdia) sulla letteratura popolare e d’autore, in collaborazione con il prof Oronzo Parlangeli. Continuò il lavoro di ricerca e il ricco materiale letterario raccolto da Giannino è stato stampato postumo, nel 1972 e nel 1990. (Traùdia è ancora oggi il riferimento più importante per la Grecìa Salentina).

Pasquale Lefons(1873-1925)
Piazza F.co Pantaleo Gabrieli
Nato a Calimera, fu spinto agli studi da un colto e laborioso zio prete, don Vito Lefons, che gli inculcò l’amore per il griko e per la lingua della Madrepatria culturale, la Grecia.
Studiò a Firenze, dove nel 1902 si laureò e dove poi visse. Non mancava di ritornare ogni estate nella sua Calimera.
Conosceva varie lingue ma privilegiava il griko, il greco moderno ed il finnico dal quale tradusse parecchie fiabe. Raccolse meticolosamente molte parole del griko e realizzò il Lessico greco-otrantino di Calimera, pubblicato poi dal professore G.S. Mercati, della Università di Roma.
