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Altare della Sant.ma Vergine addolorata

Un precedente altare dedicato alla SS. Vergine Addolorata era presente nel transetto, tra l’Altare Maggiore e quello della Madonna del Rosario. Poi fu spostato nella navata, dove prese il posto del preesistente altare dedicato alla Resurrezione, spostato a sua volta. Anticamente l’altare era affidato alle cure della Confraternita del Santissimo Sacramento. La tela che lo impreziosisce è una rappresentazione non frequente della S.ma Vergine Addolorata. Non è la classica immagine della Madonna che con le mani giunte alza gli occhi al cielo e prega, ma è la Madonna con le braccia aperte e le gambe accavallate. L’immagine assume un significato se la si abbina, nel dipinto, a ciò che è alle sue spalle: la Croce su cui è inchiodato il Figlio. E’ l’immagine di una donna che soffre tanto per il dolore del figlio da immedesimarsi in lui. Si intravedono nel buio la Croce con Cristo e, lungo i bordi del dipinto, alcune immagini: alla destra della Vergine la Presentazione di Gesù al Tempio, Gesù tra i Dottori del Tempio, il miracolo delle Nozze di Cana; alla sinistra della Vergine la Crocifissione, la Deposizione e la Sepoltura di Gesù. Tutte le immagini, meno quella della Crocifissione, sono individuabili con difficoltà.

D·O·M·
ARAM HANC VIRGINI DEIPARAE DOLORE TRANSFIXAE DICATAM
RUDEM ET VETUSTATE SQUALENTEM
OPERE ELEGANTIORI RESARCITAM NOVAQ. SUPELLECTILI DITATAM
PIUS VIII PONT. MAX. PERPETUO PRIVILEGIO CONDECORAVIT
ANNO MDCCCXXX

Sopra la tela è posto un cartiglio in cui è descritto l’intervento di sistemazione, nel 1830, dell’altare ormai vetusto e il suo arricchimento con nuove suppellettili, a cui si aggiungeva la dotazione di un perpetuo privilegio concesso da Papa Pio VIII nello stesso anno 1830, pochi mesi prima di morire.

L’iscrizione dipinta alla base della tela è del committente, l’Arcidiacono Vito Nicola Gabrieli, lo stesso religioso che aveva eretto una nicchia dedicata alla Madonna Addolorata nel prospetto della sua casa in via Costantini 93, rovinata da un incendio nel 1848 e ricostruita nel 1849.

IS. TI.
DEVOTI ANIMI ET GRATI SAC. V. NICOLAI ARCHID. GABRIELI SUMTIBUS

Nel paliotto alla base dell’altare è visibile il Cuore di Gesù trafitto da una spada e circondato dalla corona di spine